DONNE E MINORI AL TEMPO DEL COVID

“Secoli di storia hanno visto la donna in silenzio; anche quando agiva, lo faceva silenziosamente.

Nel passato, infatti, esse erano legate ad un modus vivendi, retaggio del patriarcato, alla base di molte società: l’uomo era il Dominus, colui che decideva della vita e delle azioni della donna (compagna, sorella, figlia), bloccava spesso le sue scelte, condizionava la sua volontà, frustrava ogni sua ambizione.

Pur così, nel silenzio e nella tenacia, le donne hanno superato secoli di paure. E mentre l’uomo cantava inni di guerra e di caccia, la donna rimaneva in silenzio.

Ma il suo silenzio era vincente”.

Oggi la Donna agisce con libertà. Della mente, dell’anima, del cuore. E non è affatto semplice essere liberi: libertà è tirar fuori quello che si è davvero, è una conquista, comporta sacrifici. Rifiutare costrizioni, ambiguità, compromessi, raggiungere un’indipendenza economica, tutto questo è libertà. Già di per sé non è cosa facile. Ma per la donna la libertà è una scelta complessa. È un continuo specchiarsi in sé, con impegno, con apertura a opportunità e progetti nuovi.

Per questo richiede coraggio. Prendere decisioni e assumere i rischi”.

“L’altro elemento del binomio di partenza è costituito dai Minori.

I Minori, Il nostro futuro, la nostra speranza.

Mai essere superficiali accanto ad un bambino o un ragazzo, sia egli un figlio, un alunno, un nipote.

Quello che si agita nel microcosmo mentale e sentimentale di un minore è un caleidoscopico fermento, spesso difficile da comprendere. Per questo, io che ho vissuto, e ancora vivo, per esperienza diretta vicino a loro, sono sempre estremamente cauta ed attenta. Talvolta basta una frase pronunciata con leggerezza o un termine poco corretto per determinare risvolti quasi misteriosi, che si ripercuotono sulla psiche del bambino o del ragazzo”.

 

[tratto dal discorso della prof.ssa Procaccini]